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La Lavorazione


FASI TECNICHE DI LAVORAZIONE DELLE VIGNE

Riassumo schematicamente i cicli di lavorazioni effettuati da inizio anno solare:

POTATURA

Tipo di potatura Guyot, metodo che pur procurando notevoli aggravi di manodopera garantisce meglio di ogni altro la tipicità del prodotto e la longevità delle viti.

ASPORTAZIONE TRALCI DI SCARTO

I tralci di scarto vengono asportati dal vigneto e successivamente bruciati. Questa operazione evita il propagarsi di eventuali funghi e spore infestanti.

SOSTITUZIONE PALI ROTTI

Considerando che in azienda esistono vigneti quasi novantenni palificati in legno nostrano, si rende necessaria la sostituzione di quelli deteriorati.

LEGATURA

Ogni capofrutto viene flesso e legato lungo il primo filo nello stesso verso in cui durante l'anno soffia la maggior parte del vento.

SOSTITUZIONE FALLANZE

Le viti ammalate e sradicate da mezzi meccanici vengono scrupolosamente rimpiazzate

PRIMA RILEGATURA

Raggiunta una germogliazione di circa 35-40 cm, si posiziona manualmente ogni singolo tralcio tra la prima coppia di fili per evitare che vengano danneggiati dal vento e dagli acquazzoni primaverili.

PRIMA LAVORAZIONE MECCANICA DEL TERRENO

Tramite l'estirpatore si effettua una lavorazione a profondità ridotta 10-15 cm, per evitare il compattamento del terreno e si estirpano nel contempo le prime erbe infestanti.

SECONDA RILEGATURA

Raggiunta una germogliazione di circa un metro si convoglia ogni singolo tralcio nella seconda coppia di fili onde permettere agli stessi una posizione eretta

ARATURA

Viene effettuata con aratro trivomere di piccole dimensioni. Si eseguono andata e ritorno per ogni filare posizionando l'aratro in modo da creare un colmo al centro del filare e un solco vicino alle piante. Serve ad ossigenare la terra e a sopprimere le erbacce.

ZAPPATURA

Il cordolo di terra rimasto tra una vite e l'altra dopo l'aratura viene rimosso e abbattuto mediante interceppi meccanica allo scopo di evitare alla vite di formare radici superficiali al di sopra del portainnesto che sarebbero fatali alla pianta, inoltre serve all'estirpo delle erbacce.

PRIMA SPOLLONATURA

Si eliminano manualmente i tralci germogliati sul tronco della vite selezionando quelli idonei per la potatura dell'anno successivo.

PRIMA CIMATURA

A fine fioritura si esegue una cimatura, cioè si tagliano tutti i vertici dei tralci 10-15 cm al di sopra dell'ultima coppia di fili, provocando volutamente uno schok alla pianta al fine di rallentarne la vegetazione e favorendo l'allegagione.

DEFOGLIAZIONE

Appena terminata la fioritura si effettua una leggera defogliazione in prossimità dei grappoli per abituare l'uva ai raggi solari via via sempre più caldi, questa lavorazione agevola il successivo diradamento.

DIRADAMENTO

Il terreno, specie quando si tratta di grandi appezzamenti, è solitamente disomogeneo. La composizione può variare in superficie o nel sottosuolo in modo irregolare; il più delle volte a strisce trasversali oppure a macchie di leopardo. Pertanto è richiesta la capacità di individuarne a colpo d'occhio la tipologia per stimare la potenzialità della pianta. Il fine di questa difficilissima lavorazione è di garantire in funzione del terreno l'omogeneità di qualità. Il diradamento consiste nel ridurre la quantità di grappoli per ogni singola pianta in funzione della propria potenzialità. Questo metodo di diradamento da risultati superiori al quello programmato cioè lasciare un costante numero di grappoli per pianta.

RIPATURA

Il terreno viene lavorato in profondità, 30-35 cm, al fine di non lasciare sviluppare radici in superficie, di eliminare erbe infestanti e di evitare l'eccessivo compattamento. La terra dopo tale operazione deve formare piccole zolle per aumentare la penetrazione delle violenti ma rare piogge estive. Successivamente alla precipitazione, quando il terreno ha raggiunto la tempra giusta, si esegue un'ulteriore lavorazione superficiale, 10-15 cm, per renderlo fine. Viene così distrutta la microcapillarità formatasi allo scopo di ridurre l'evaporazione dell'acqua piovana dal sottosuolo.

SECONDA CIMATURA

Si provvede nuovamente a cimare dai lati e al vertice dei filari i tralci secondari.

VERIFICA INFEZIONI VITI

Con molta cura e attenzione si analizzano visivamente tutte le viti una ad una per verificare che non siano insorte infezioni e virosi. Ogni qualvolta si localizza una pianta malata viene tempestivamente recisa alla base e asportata dal vigneto per evitare la propagazione delle malattie. Gli attrezzi usati non vengono riutilizzati per altre lavorazioni su viti sane poiché potrebbero essere vettori di contagio.
La Regione Piemonte, grazie a questo tempestivo ed efficace sistema di controllo, ha selezionato un vigneto dell'azienda certificandolo produttore di marze utilizzate nei vivai per l'innesto di barbatelle.

TERZA CIMATURA

Viene effettuata la terza cimatura.

SECONDA ZAPPATURA

Si procede nuovamente, con l'interceppi alla lavorazione del terreno sottostante i filari.

SECONDA SPOLLONATURA

Si eliminano gli spolloni basali ricresciuti per evitare che vengano interrati dalla successiva lavorazione.

SECONDA RIPATURA

Raggiunto l'agostamento ossia la lignificazione dei nuovi tralci, cessa il periodo di formazione di radici sugli innesti, si procede quindi, tramite ripeldisco, a convogliare il terreno contro le viti al fine di incalzarle per ridurre la disidratazione dei portainesti causata dai violenti raggi solari.

DIRADAMENTO PREVENDEMMIALE

Questa operazione viene effettuata senza seguire i criteri del primo diradamento, si eliminano i grappoli di uva non idonei ad una buona maturazione.

QUARTA ED ULTIMA CIMATURA

Immediatamente prima della vendemmia si cimano nuovamente i filari per agevolare la raccolta dell'uva.

VENDEMMIA

La vendemmia inizia dai vigneti più precoci attendendo l'ideale maturazione delle uve.

LOTTA FITOSANITARIA

La lotta fitosanitaria è del tipo integrato, si effettua ogni qualvolta gli eventi atmosferici lo richiedono, utilizzando prodotti a basso impatto ambientale.

SCASSI PER SOSTITUZIONE FALLANZE

Ultimata la vendemmia, prima che inizino le piogge autunnali, i ceppi delle viti malate vengono sradicati mediante trivella meccanica la cui punta ha un diametro di 50 cm, originando uno scasso profondo circa 80-90 cm. La nuova barbatella verrà impiantata la primavera successiva.



ARATURA

Con aratro trivomere di piccole dimensioni si eseguono andata e ritorno per ogni filare. L'aratro viene posizionato in modo da creare un notevole colmo di terra contro le viti per proteggerle dalle gelate invernali. Nel contempo viene creato un fossato tra un filare e l'altro per gestire lo scolo delle piogge.



CONCIMAZIONE

Come ultima lavorazione si procede alla concimazione che viene effettuata con l'apporto di sostanze organiche.




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